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La storia dell’abbronzatura

La storia culturale dell’abbronzatura nasce verso la fine del diciannovesimo secolo quando la classe aristocratica di quel tempo attribuiva alla pelle chiara un segnale di ricchezza e prosperità.

Invece, una pelle abbronzata, era sinonimo di povertà e rappresentava il ceto sociale più umile e disagiato dei lavoratori costretti a svolgere lavori manuali spesso in aeree aperte e con una forte esposizione al sole, ciò comportava avere una pelle più scura. Coloro che appartenevano ad un ceto sociale più alto invece svolgevano lavori all’interno dei propri palazzi evitando il contatto con il sole e mantenendo così la pelle del viso chiara e dunque sinonimo di nobiltà.

Sono varie le azioni che i nobili del tempo svolgevano per evitare il contatto diretto con il sole e dunque evitare di abbronzarsi. Ad esempio, le donne appartenenti alla classe aristocratica, erano solite proteggersi dal sole attraverso ombrellini oppure attraverso l’utilizzo di vasti cappelli che coprivano il viso dai raggi del sole.

Anche l’arte è una testimonianza dell’ideologia culturale di un tempo. Infatti Guido Reni, noto pittore italiano del ‘600 dipinse una lotta di classe tra gli amorini abbronzati, che appunto rappresentavano il ceto umile, e gli amorini pallidi, che rappresentavano la classe aristocratica (Lotta di Putti).

Il 1903 segna l’anno in cui l’immagine culturale dell’abbronzatura cambia direzione quando il premio Nobel Niels Ryben Finsen scoprì la fototerapia; una terapia basata sull’uso della luce in grado di curare alcune malattie dovute alla mancanza di vitamina D, la quale non veniva assorbita dall’organismo proprio per la mancanza di esposizione al sole.

Inoltre la rivoluzione industriale, portò le classi meno agiate a spostarsi dai campi alle fabbriche e a diminuire la giornaliera esposizione al sole. Fu così che svanì l’attribuzione del colorito scuro al lavoro da campo e ad una classe sociale più povera.

Da allora il fenomeno dell’abbronzatura ebbe un mutamento nell’immaginario collettivo, divenendo oggi sinonimo di benessere e vita agiata, ricca di piaceri, viaggi e avventure.

Oggi la consapevolezza è che il sole va preso con moderazione, è fondamentale esporsi al sole in modo corretto rispettando le caratteristiche della propria pelle.


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