Belli capelli capelli neri
che t’ho aspettata tutta notte
e tu chissà dov’eri
capelli lunghi che arrivavano fino al mare
belli capelli che nessuno li può tagliare.

Così cantava Francesco De Gregori in un famoso brano del 1982 presente nell’album Titanic. I capelli sono la cornice più naturale per il viso. I capelli proteggono naturalmente la testa. I capelli sono sensuali. Ma l’uomo spesso li può perdere e la stagione autunnale è nota anche come stagione della “caduta”.

GLI INCONVENIENTI PIÙ COMUNI CUI VANNO SOGGETTI I CAPELLI E I MODI NATURALI PER PORVI RIMEDIO

La caduta fisiologica dei capelli è di 30-100 capelli al giorno. I possibili danni al capello possono provenire da diversi fattori, e fra questi sicuramente gli agenti atmosferici, estivi e invernali, l’uso eccessivo e ravvicinato del phon, le tinture, gli shampoo troppo aggressivi.
D’estate l’azione del sole e dell’acqua di mare costituiscono elementi positivi per quelle persone che soffrono di iperseborrea, vale a dire cuoio capelluto grasso, untuoso, capello spento, atonico ecc.
In questi casi, il calore del sole, in virtù della presenza dei raggi infrarossi, può stimolare la circolazione, dando un impulso positivo alla struttura del capello; il sale e l’acqua di mare possono asciugare questo cuoio capelluto particolarmante untuoso e quindi rendere fisicamente il capello più bello.
Inoltre, essendo il capello protetto da un eccesso di grasso, la struttura cheratinica non ne trae danno.
Si può quindi parlare di due categorie di persone: quelli che hanno un capello rovinato perché l’hanno stressato, e quelle che d’inverno hanno un capello intrattabile perché pesante, per le quali invece il sole e il sale marino migliorano la seborrea, eliminando la forfora e dando più vitalità al capello.
I principali inconvenienti si manifestano con un capello più opaco, sottile, sfibrato, spento perché chiaramente gli agenti atmosferici sono in grado di incrementare il danno in quella che era già una struttura protettiva carente.
Tenendo presente questa considerazione, possiamo dire che le due categorie di persone cui si accennava di sopra, possono chiaramente essere distinte in maschi da una parte e femmine dall’altra. Nel senso che è più facile che un capello trattato, permanentato, phonato, tinto appartenga ad una donna piuttosto che ad un uomo.
Quest’ultimo, comunque, anche per motivi ormonali, ha una struttura del cuoio capelluto con maggiore presenza di sebo.
Tornando quindi agli agenti atmosferici possiamo dire che l’uomo trarrà maggiori benefici dall’estate, mentre la donna, che chiaramente tratta di più il capello durante l’inverno, rischia di avere durante l’estate le conseguenze negative derivate dall’azione del sole e del sale marino.
In ogni caso, i danni provocati al capello sono dovuti al fatto che la struttura cheratinica esterna del capello, ovvero la cuticola, può subire alterazioni: le squame che la contengono possono staccarsi dal fusto e per questo motivo il capello diventa più opaco.
Se poi prendiamo in esame una persona che, per esempio in estate, rientra a casa la sera e si lava i capelli con un detergente aggressivo, il danno si accumula ancora di più, dando luogo a ulteriori modificazioni della struttura cheratinica, specialmente a livello dei ponti di- solfuro, cioè di quei particolari legami che fanno sì che il capello sano sia compatto. Quando il capello viene esposto a queste aggressioni, la struttura cheratinica può subire danni a livello molecolare.

IL CAPELLO SFIBRATO

I capelli sfibrati sono stressati , e le cause possono essere diverse, sia esterne che interne.

Tra la cause esterne abbiamo:
• lavaggi con uso di uno shampoo alcalino o troppo schiumogeno
• lavaggi troppo frequenti e con acqua troppo calda (preferibile l’acqua tiepida)
• uso di coloranti e decoloranti troppo aggressivi (specialmente se miscelati con ossidanti ad alti volumi)
• uso del phon troppo caldo e/o troppo vicino
• spazzolare i capelli quando sono bagnati (andrebbero spazzolati prima, in modo che non si formino nodi durante lo shampoo)
• stiranti e permanenti troppo aggressivi.
• agenti atmosferici e ambientali

Tra le cause interne invece possiamo annoverare:
• patologie fisiche
• squilibri ormonali
• stress psicofisico
• alimentazione non equilibrata

Onde porre rimedio a questo problema, occorre in primis determinarne la causa, e successivamente intervenire in modo mirato per eliminare il fattore scatenante e riportare il capello al suo precedente stato di salute ottimale dallo stato di degradazione in cui si trova.

Possono a questo scopo servire anche integratori di proteine e amminoacidi, di minerali come magnesio, ferro, zinco, rame nonché di flavonoidi, vitamina C, vitamina E, e vitamine del gruppo B. Utili anche estratti fitoterapici ad attività riequilibrante (es.: Palmetto della Florida) e depuranti (carciofo, tarassaco e cardo mariano).

I GESTI BASIC DELLO SHAMPOO E DEL DOPO SHAMPOO

· Indipendentemente dal tipo di capello – grasso, secco, con forfora o altro – se si utilizza uno shampoo delicato, seboaffine, si possono effettuare anche shampoo giornalieri, senza incorrere nel rischio di sfibrare i capelli.
· Usare lo shampoo sui capelli bagnati, a piccole dosi, dopo averlo diluito con un po’ d’acqua. Durante il lavaggio, l’acqua deve essere tiepida per non alterare l’equilibrio del sebo. Massaggiate lo shampoo dolcemente, a palmi piatti, poi emulsionatelo con i polpastrelli dalla nuca alla sommità del capo: il massaggio è fondamentale, rilassa e riattiva la circolazione del cuoio capelluto. Per il risciacquo, utilizzare acqua tiepida e terminare con un getto freddo, che rende brillanti e ravviva il colore. Infine, tamponare i capelli con la salvietta senza strofinarli e passare un pettine in legno a denti larghi: un accorgimento valido soprattutto per i capelli lunghi che, bagnati, sono più fragili e si spezzano facilmente.
· Importante anche l’applicazione di crema o balsamo per i capelli, che aiutano ad inguainare il capello in una pellicola trasparente ed elastica, che protegge dalle aggressioni esterne, smog e raggi Uv, e aiuta le cellule della cuticola a ritornare aderenti le une alle altre.
Per quanto riguarda, invece, le formulazioni, per i capelli fini o decolorati, meglio quelli a risciacquo, mentre per districare capelli ricci o secchi sono più indicati quelli senza risciacquo.
· Le maschere, invece, sono utili una-due volte la settimana, per donare plasticita’ e consistenza.
· Infine, prima di passare il phon, tamponare a lungo i capelli, in modo da ridurre i tempi di esposizioni al getto caldo, e mantenere almeno 20 cm di distanza tra l’apparecchio e i capelli, così da limitarne l’effetto aggressivo.

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